JPG OOC - La forma mentis dello scatto in diapo nel mondo digitale"

Una delle cose che ricordo con più nostalgia di quando si scattava in pellicola, era l'approccio allo scatto con la Diapositiva. Conoscendo la sua reazione alla luce, si poteva gestire il risultato in fase di scatto, compensando l'esposizione e ottenendo su film l'esatta resa delle scelte compiute.
Era diverso dal negativo, che comunque prevedeva compensazioni in fase di stampa, la diapositiva la decidevi tutta tu.

Morro De Sao Paulo - Bahia 
Diapositiva - Fuji Velvia 50 - Contax 167 MT  + Yashica 135/2,8



Pao de Açucar - Rio De Janeiro
 Diapositiva - Fuji Velvia 50 - Contax 167 MT  + Zeiss 50/1,4

Ecco che dopo vari disorientamenti digitali, con le nuove Olympus (e non solo), sto ritrovando quello stesso approccio e piacere (anche se molto più versatile) nel JPG diretto in camera (OOC - Out Of Camera). Non è una cosa semplice da spiegare e probabilmente i cultori dello sviluppo dei raw storceranno il naso, ma per me il momento cruciale di una fotografia è nella fase di scatto, quando concentri istinto, osservazione e azione. Certo la post produzione è imprescindibile in molti ambiti, ma è un concetto che io definisco patinato, la componente emozionale impressa in fase di scatto è l'atto della fotografia, se viene costruita e ricreata successivamente rientra in una sfera diversa, è arte grafica, senza nulla togliere a quest'ultima, sia chiaro. Chiariamo che esistono anche le vie di mezzo, l'editing fotografico leggero, la cosiddetta camera di luce che sostituisce la camera oscura del mondo su pellicola, e spesso, mio malgrado, devo ricorrervi anche io.

Paesaggio Veneto
Olympus OMD E-M5 + Lumix 45-175x - JPG diretto OOC

Cordoba - Andalusia
Olympus EPL 5 + Zuiko 9-18/4-5,6 - JPG diretto OOC

Così con veloci accorgimenti in camera, ho settato la mia Olympus OMD E-M5 per lavorare in un determinato modo, le curve in camera ad esempio tornano molto utili in situazioni di forte contrasto tra luci ed ombre, alleggerisco leggermente l'esposizione e poi compenso (spesso sottoesponendo).

Uno dei tanto vantaggi di scattare così è quello di poter destinare molto più tempo alla fotografia che al lavoro al computer, evitando dispersioni (il tempo è un bene sempre più prezioso) e forse divertendosi un po' di più a coltivare la propria passione, provare per credere!



© Renato Greco - Tutti i diritti riservati


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