Lumix DMC GX 7 [#1], l'uovo di Colombo delle MFT?

Dopo un lungo periodo di convivenza con le bellissime Olympus OMD EM5 e PL5 ho deciso di vedere cosa succedesse nel mondo Lumix con l'ultima nata DMC GX7, che sulla carta offriva tutto quello che si può desiderare da un corpo di questa categoria, a partire dal mirino integrato di ultima generazione che resta nel filo dell'aspetto rangefinder evitando ingombri extra verso l'alto (a pozzetto o in aggiunta esterna come sulle concorrenti).


Per quanto mi riguarda, ritenendo l'IS in body un requisito fondamentale per me, la Gx7 è l'unica di casa Lumix che mi poteva interessare; aggiungiamo il fatto che il sensore è completamente nuovo e che mi piaceva l'idea di avere due macchine simili, stesso consorzio e parco ottiche, ma differenti come cuore.








Tutto nasce da un piccolo seme messo quando ho preso il Lumix 7-14 f 4, provandolo su corpi Olympus ho potuto toccare con mano il problema di cui parlano tutti in rete, quello delle macchie purple che si formano in zone centrali del frame, oltre al discorso del fringing molto accentuato. In pratica pare che al sensore Olympus manchi un filtro per gli Uv efficace, e purtroppo il 7-14 non può montare filtri, quindi c'è molta letteratura nel web delle modifiche che gli utenti Olympus sono stati costretti a fare per utilizzare questa lente superlativa (a partire dall'adattamento del portafiltri posteriore dedicato al fisheye Panasonic (cosa però non proprio semplice da quello che ho visto).

 Sulla scia del dubbio se tornare al 9-18 Zuiko o tenere il 7-14 Lumix ho trovato un'occasione per la GX7 e ne ho approfittato. Questo per dare un minimo di premessa alla mia decisione, che per ora mi vede con più di un corpo macchina a disposizione, la Lumix gx7, l'OMD EM5 e la PL5 (citando le più recenti).






Passiamo alle prime impressioni e considerazioni:

ergonomia ottima, l'aspetto rangefinder come detto prima che integra mirino e flash, doppia ghiera con la posteriore che è anche pulsante (a doppia posizione), 1/8000 di secondo, lo sportellino unico batteria/memory card è messo all'etremità dell'impugnatura e consente il cambio anche se la macchina è su cavalletto, interruttore AF/MF, una marea di tasti diretti, oltre al touch favoloso, mirino orientabile come il display e impugnatura comodissima, tutto nei 4 etti ca. di peso.



Appena accesa ho navigato nel menu pana, che più o meno conosco come filosofia avendo anche la GH1, e devo aver attivato la modalità silenziosa pensando di disattivare i beep (che odio), provo a scattare, non sento nulla ma la foto mi appare sul display. L'otturatore elettronico! io e questa funzione so già che andremo d'accordo, oltre a promettere i 40 fps.

Ma c'è una cosa che devo risolvere, ed è la questione del JPG diretto, un mio vizio, il raw promette molto bene sin da subito, e Panasonic ci ha già abituato ad una morbidezza molto lavorabile, meno tirata dei files Olympus, e qui fa un ulteriore passo avanti. Accedo ai profili e provo a modificarne la taratura, scatto raw + jpg per capire come si muovono le varie impostazioni e confrontando con alcuni scatti in parallelo della PL5 noto alcuni aspetti fondamentali. La Lumix predilige l'esposizione sulle ombre, diciamo che le mantiene più leggibili, come carattere, ma ha alcune dominanti nel bilanciamento del bianco che non mi convincono, tende ad una dominante verdastra dove invece la Pl5 regala un calore molto più naturale della luce. Quindi passo alla taratura manuale del WB auto, cioè mantengo l'auto ma gli sottraggo alcune percentuali di colori freddi, sto facendo ancora delle prove su questo ambito, magari farò un post dedicato.


 1/30 sec f 2,8 3200 iso (Raw elaborato)

1/30 sec f 2,8 3200 iso (JPG diretto OOC)

La macchina mi è arrivata con un bellissimo Lumix 12-35 f 2,8, quindi mi si presenta una rapida occasione per degli scatti veneziani, non ho molto tempo quindi la uso come ero solito usare la OMD EM5, molto casual, in serata, luci artificiali, lampioni, calli e luoghi vari, più alcune situazioni di luce. Cerco anche di capire fino a quanti iso spingerla, iso che mi sembrano nominalmente più realistici di quelli Olympus, mi muovo con una lente f 2,8 con 800 iso dove mi muovevo a f 1,8 a 1600 (con la Olympus) e in P la macchina mi chiede tempi abbastanza tranquilli per me (1/15 - 1/30), ma anche questo voglio verificarlo in parallelo. Noto anche che a 3200 iso i files sembrano più convincenti sulla GX7, quindi ci sono tutta una serie di aspetti che compensano il gap dell'IBIS in buona parte.



Chiarisco questo concetto:
La OMD EM5 ha un Ibis a 5 assi sul sensore che mi consente un recupero medio di 4 stop sugli scatti, e anche di più con qualche espediente e mano ferma. Ma con Olympus si sono notati spesso degli scarti tra iso nominali e iso reali, anche di uno stop (stando a DXO ); quindi riassumendo, uno stop lo recupero dagli iso nominali, un altro dal fatto che ho i 3200 ancora gestibili, e due dall'IS interno o Ottico degli zoom pana, grossomodo anche le potenzialità della GX7 assolverebbero alle mie esigenze come sulla EM5.
Si tratta di un ragionamento pragmatico, forse, ma è quello che mi interessa fare in fase operativa concreta, alla fine sono macchine che devo utilizzare io.

Mi fermo qui in questo primo excursus generico e vi lascio d alcuni scatti, prometto che integrerò presto questo articolo, serve anche a me per chiarirmi le idee e cercare di entrare in feeling con lo strumento che poi userò per per fare le mie fotografie.

 1/13 sec f 2,8 ISO 800 (Lumix 12-35/2,8)

 1/13 sec f 2,8 ISO 800 (Lumix 12-35/2,8)

 1/100 sec f 2,8 ISO 200 (Lumix 12-35/2,8)

1/10 sec f 2,8 ISO 800 (Lumix 12-35/2,8)

 1/15sec f 2,8 Iso 800 (Lumix 12-35/2,8)

 1/30sec f 2,8 ISO 800 (Lumix 12-35/2,8) - JPG Diretto OOC

 1/80sec f 2,5 ISO 500 (Leica DG Summilux 25/1,4) JPG Diretto OOC

1/25 sec f 2,8 ISO 3200 (Lumix 12-35/2,8)

 GX7 + Leica DG Summilux 25/1,4 JPG Diretto OOC
1/4000 sec f 2,5 ISO 200

EPL5 + Leica DG Summilux 25/1,4 JPG Diretto OOC
1/4000 sec f 2,5 ISO 200


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