Tempi di sicurezza, micromosso, suggerimenti e considerazioni.

Lumix GX7 + Leica 15/1,7
1/15sec 30mm equivalenti anche con Is
non sempre garantisconosicurezza dal micromosso
Una delle peculiarità che più caratterizza la razza umana è la poca memoria del nostro passato (per fortuna che c’è il web), e un’altra che la segue a ruota sono le abitudini che spesso vanno a braccetto con il problema di cui sopra.

Negli ultimi anni la tecnologia ci ha un po’ rammolliti, diciamolo, vorremmo che tutto arrivasse bello e pronto e non siamo disposti a rimetterci in gioco facilmente, questo con la conseguenza che se cambiamo qualcosa della nostra routine, al primo ostacolo ci arrendiamo e ritorniamo nella nostra comfort zone.

Tutto questo per arrivare al punto che, in ambito fotografico, scattare senza stabilizzatore (ottico o del sensore) è assolutamente possibile ma servono delle accortezze, e quando non bastano si cerca di fare il meglio possibile con alcuni accorgimenti se si vuole portare a casa lo scatto come si può. 



Naturalmente questi problemi si incontrano sul campo, ed è sempre bene prendere le misure di persona e non fidarsi troppo del sentito dire generico. 

La stabilizzazione, Ois, VR, IS o come la chiamano i vari brands in media aiuta a guadagnare un paio di stop sui limiti normali di scatto, ce ne sono di più sofisticate in alcune case, come l’ibis 5 axis si Olympus ora in arrivo anche sulle Sony ad esempio che aumentano questo margine, ma si devono conoscere due aspetti importanti, dato che questa non risolve proprio tutti i problemi:

1) La stabilizzazzione agisce sui movimenti di chi scatta e non dei soggetti ripresi, quindi a volte è del tutto inutile.

2) Bisogna conoscere quali sono i confini oltre i quali questa risulta utile, perché dire che si guadagnano due stop, ad esempio, è relativo a qualcosa che si deve conoscere, due stop rispetto a quali valori?

Risulta ovvio che se qualcuno non avvezzo alle dinamiche fotografiche pre-tecnologiche si scontra con sistemi che non sono assistiti da IS, si potrebbe trovare in condizioni critiche, e le vie sono due, o cerca di comprendere alcune regole di base o procederà a tentativi casuali e successive approssimazioni (ed errori).

Facciamo una premessa a queste regole: sono formulate con in mente lo standard della pellicola 35mm quindi vanno proporzionate al nostro sensore specifico.

La base afferma che è sempre bene che il tempo di scatto sia l’inverso della focale, ovvero che il denominatore della frazione del tempo di scatto sia vicino o uguale alla nostra focale approssimandolo per eccesso se possibile, quindi ad esempio un 50mm ha un cosiddetto tempo di sicurezza a 1/60 sec. Crescendo sui tele è sempre meglio aumentare un po’ questo scarto, ad esempio un 200mm dovrebbe scattare a 1/250sec, mentre focali intorno ai 35mm possono stare su tempi degli stessi valori, quindi 1/35sec. (naturalmente il peso dell’attrezzatura condiziona il nostro sforzo muscolare e può peggiorare le cose).

Tutto ciò però elimina solo il rischio di mosso che deriverebbe da noi, e comunque richiede sempre delle accortezze perché se stendiamo un braccio con una fotocamera in mano avremo vibrazioni maggiori dallo scatto fatto con entrambe le mani in posizione più raccolta sul corpo.

Il primo errore da non fare è quello di usare il valore numerico della focale della nostra lente per stabilire questi tempi, a meno che non si abbia una macchina con sensore 24x36mm, o 35mm o gergalmente detta Full Frame (termine impreciso e fuorviante, seppure diffuso). 
Questi (i tempi) vanno stabiliti sull’equivalenza focale, perché un obiettivo 35mm su sensore APS (crop 1,5x) corrisponderà a un 50mm su formato pellicola, e quindi il tempo sarà in base a questo valore, e così per tutte le altre dimensioni di sensori.

Ci sono piccoli stratagemmi per diminuire i rischi di micromosso, e per contro a volte è l’impossibilità di applicarli che può provocare dei problemi in questo ambito, escludo l’ovvietà di cavalletti e affini.

- La respirazione ad esempio, svuotando i polmoni subito prima del click.
- Un appoggio fortuito anche parziale per i gomiti o la parte laterale o inferiore della macchina può fare moltissimo.
- Compattare i gomiti sul petto.
- Usare la tracolla per fare tensione spingendo in avanti la macchina fotografica con le due mani se si usa il display.
- Due mani e mirino altrimenti offrono tre appoggi analoghi se non si usa il display.
- Allargare un po' le gambe e avanzare leggermente un piede in modo da assumere una posizione più stabile.
- Se si è seduti su dei gradini si possono usare le ginocchia come appoggio.
- Usare lo scatto ritardato di 2 sec. per non muovere durante la pressione del tasto di scatto.


Tutte queste cose a prescindere dagli ovvi aspetti tecnici di agire alzando gli iso e aprendo il diaframma, con la consapevolezza dei conseguenti effetti (rumore e riduzione della profondità di campo, e per alcune lenti anche della resa ottica ai bordi).

Quindi ricapitolando, cerchiamo sempre di tenere a mente una regola basica dell’inverso della focale (equivalente) per stabilire il tempo, e partiamo da qui per sperimentare fin dove possiamo spingerci nelle varie occasioni e con le nostre personalissime capacità di stare fermi.
Naturalmente sempre che sia il micromosso il nostro problema e non i soggetti in movimento troppo rapido per i tempi impostati.

© Renato Greco - Tutti i diritti riservati

1/40 sec f 2,8 iso 3200 27mm (41mm eq)
crop

1/40 sec f 2,8 iso 3200 27mm (41mm eq)

crop

1/7 sec f 2,8 iso 800 14mm (21mm eq)
appoggiando i gomiti
crop

1,7 sec f 2,8 iso 200 27mm (41mm eq)
con appoggio di fortuna - leggere imperfezioni ma accettabili date le condizioni e il tempo di scatto
crop



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