Trucchi per digitalizzare i nostri archivi su pellicola.

Oggi vorrei raccontarvi un espediente che sto affinando gradualmente nella digitalizzazione dei miei archivi analogici, negativi e positivi.
Lo so che esistono scanner dedicati, anche molto economici volendo, ma facendo delle prove e vedendo le varie caratteristiche non mi hanno convinto. Poi ho pensato che ho un sacco di roba in casa, oltretutto sto di nuovo scattando a pellicola con la mia rinata (dopo un restauro) Contax ST (della quale vi parlerò in un post dedicato) e avere una provinatura digitale può tornare comodo per gli archivi e anche per impostare la successiva stampa chimica da negativo (con una consapevolezza non da poco dei vari gap di luce da gestire).




Veniamo al sodo, ho iniziato fotografando le diapositive poggiate su una finestra, l’importante è che la temperatura della luce sia neutra, giornata nuvolosa e ore di luce non calde, metà giornata per intenderci. Lente macro che consenta di arrivare al formato desiderato e cavalletto.

Come impostazioni: 
- fuoco manuale 
- diaframma ottimale per la lente in questione, meglio se quello dello sweet spot
- macchina in bolla con la pellicola da riprodurre
- scatto ritardato di 2 sec oppure triggerato
- modalità A (priorità di diaframmi
- iso bassi

Ricordiamoci che le pellicole 35mm sono in 2:3, in questa prima sessione per prova ho usato la Lumix GX7 in 4/3 quindi ho dovuto croppare dopo, al prossimo giro o uso la Fuji oppure imposto direttamente i 2:3 in camera sulla Lumix.


Come si vede dalle immagini con le diapositive, avendo il telaietto sempre uguale, si va comodi e veloci e non si deve spostare la macchina, per fortuna la mia porta-finestra del terrazzino si presta bene e restano da sole in piedi perfettamente appoggiate al vetro. Alcuni suggeriscono un trasparente opaco sul retro che renda più uniforme la luce, ma data la distanza di messa a fuoco in macro e la quantità di luce a disposizione, a me non è servito.

Il problema era inventarsi qualcosa per i negativi BN, che non avendo telaio sono arricciati e impossibili da sistemare come per le Diapositive. Dopo varie ipotesi più o meno articolate, come usare un portanegativi di quelli degli scanner piani per fermare la striscia sulla finestra, ho avuto l’illuminazione.
Usare l’ingranditore per la stampa come supporto.


In pratica la testa del mio Meopta Opemus 6 è inclinabile a 90°, il supporto per la lente si può rimuovere creando spazio sufficiente per inquadrare per bene il negativo che viene fermato dal portanegativi stesso e retroilluminato perfettamente dall’ingranditore.

Stesse impostazioni di su, anche se per il Bn scatto in profilo Monochrome per facilitare la cosa. Naturalmente in questo caso otterrò un negativo digitale che non viene invertito, ma la cosa si risolve in un attimo con lightroom, dove ho salvato un’azione che durante l’importazione mi converte direttamente in positivo i files.

La cosa ottima in questo procedimento è che si ha un controllo fotografico della riproduzione, la definizione è altissima (gli scanner hanno una media di 5mpx mentre noi usiamo la definizione della macchina fotografica), la resa assolutamente realistica dell’immagine, il controllo digitale aiuta molto a comprendere il negativo, possiamo godere delle nostre immagini più facilmente e magari fermarne il deterioramento (molti dei miei negativi e positivi si stanno visibilmente rovinando dopo 25 anni).

Rivedere le foto apre tantissimi cassetti della propria storia personale, cose rimosse di se stessi, è un viaggio nel tempo che probabilmente è il senso ultimo della fotografia stessa.

Ecco alcuni esempi fotografici.










© Renato Greco - All rights reserved

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