Olympus XA, l'ovetto di Colombo!

Saltiamo i preliminari, basta googlare per avere specifiche e dati storici su questa macchinetta. Veniamo al sodo (poi basta battute sulle uova, giuro): telemetro, esposizione a priorità di diaframmi, lente 35mm f 2,8, minuscola.

Tra i vari siti quello di Nadir  la descrive ottimamente in tutti i suoi dettagli. 

Io ho già parlato della Olympus Mju II in mio possesso, la sorella più recente della quale sono davvero soddisfatto; ma il controllo del fuoco e dei diaframmi è un plus non da poco per chi si diletta in fotografia, quindi è un altro modo di prendere appunti fotografici. 
Ho girato per mesi con la Mju II sempre nel borsello, e ogni rullo conteneva frammenti di quello che avevo vissuto e scelto di fermare, il tutto sempre con una qualità sorprendente per le dimensioni. Premetto subito che per me la pellicola oggi è solo in Bn, per il colore uso il digitale, per motivi già espressi in altri post e che non starò a ripetere per non tediare.





Usando la piccola XA si ha la piacevole sorpresa di vedere (con un po’ di impegno) nel mirino, oltre al telemetro, anche i tempi di scatto che la macchina sceglie in base al diaframma impostato, cosa che non avviene nella Mju II; inoltre con questa si può decidere di aprire il diaframma per ridurre la profondità di campo o viceversa, a seconda della situazione, ed essere selettivi sul punto di fuoco.

Comoda ed efficace la compensazione di +1,5 stop per i controluce, anche se manca un blocco dell’esposizione che si può ingannare solo spostando gli ASA (che hanno intervalli di terzi tra uno step e l’altro), ma un blocco a metà corsa sul pulsante di scatto sarebbe stato preferibile.

Pulsante che è a filo e che in pratica non ha escursione, bisogna abituarcisi ma tra questo e l’otturatore la macchina è impercettibile acusticamente nello scatto e non ha alcuna vibrazione extra, mentre per passare al frame successivo l’avvolgimento è un po’ rumoroso (normale ghiera manuale).


Abbinata al flash dedicato aumenta le
dimensioni sensibilmente.
Quella che ho preso io era abbinata al flash A16 (ne esiste una versione meno potente A11), ma onestamente non amo usarlo e aumenta le dimensioni della piccola, quindi mi riservo di testarlo alla prossima occasione.






Ho fatto un rullo test, avendo la fortuna di essere a Venezia spero sarà meno noioso di scatti di prove asettiche, anche se conservo una mia visione piuttosto alternativa di questa città iperfotografata.

La leva per la messa a fuoco e il selettore degli ASA

Nello specifico ho usato una Fuji Neopan 400, svilluppandola con L’ilford Ilfotec LC 29 diluito 1:19, stampato poi con un Rodagon 50/2,8 Apo fino al 24x30cm su carta Fomabrom Variant 111, Fomaspeed Variant 312, e Ilfospeed RC gradazione 2.

Si intravede la scala dei tempi sulla SX del mirino, va da 1 sec a 1/500 sec

Vi lascio con la scansione delle stampe ottenute, personalmente le trovo molto soddisfacenti.

Unica pecca è stata quella di avere su una 400 Asa in un giorno molto luminoso, quindi il tempo minimo di 1/500 sec a volte non è stato abbastanza rapido per le inquadrature verso l’alto e ho dovuto recuperare qualche sovraesposizione in fase di stampa.

LA parte superiore della XA, si notano il pulsante di scatto a filo e il conta fotogrammi.

Inutile dire che in queste dimensioni e con questa resa e controlli non esiste nulla di simile sul mercato, e vale sicuramente la pena usarle ancora, l’obsolescenza non fa parte del mondo della fotografia analogica, per fortuna.














© Renato Greco - All rights reserved

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