Fujifilm Fujinon XF 14mm f/2.8 R - impressioni di utilizzo

Il Fujinon 14mm f2,8, un incontro ravvicinato che doveva avvenire, la lente che ha aspettato che la scoprissi quando i tempi sarebbero stati maturi per poterla comprendere come meritava.

Sono un amante dei wide, l’ho sempre detto e confermato attraverso i miei scatti, mi piace giocare con i salti dei piani prospettici e i contrasti delle inclusioni nelle composizioni, ne ho posseduti diversi per ogni sistema che ho avuto, ma incappare in questa lente è stato davvero un colpo di fulmine.





Come ho già anticipato nel mio precedente post, è stato determinante vedere ciò che sapesse fare attraverso le immagini, in una sorta di “blind test” nel quale non sapevo di che lente si trattasse. Oltretutto non possedevo ancora il sistema Fuji, quindi è stato un “amore puro”, fuori dai pregiudizi del proprio brand.

Eccomi con questa lente ora, con una Fuji X-E2 che sto imparando a conoscere e ad apprezzare. 


Tornando alla lente, i test sul web la danno estremamente nitida, superiore (a detta di chi le ha provate entrambe) al 12mm Zeiss Tuit da quel punto di vista, ma ancora di più senza alcuna distorsione ottica, insomma non serve che la si corregga via softwares, come avviene sui jpg in Fuji o in Jpg e raw dei microquattroterzi.

Apriamo una piccola parentesi su questo aspetto, la distorsione ottica corretta via software dal protocollo m43 (pesantemente) e dal fuji (in modo più lieve e solo nei jpg) è fisiologicamente portatrice di un conseguente stretch dei pixel, spesso impercettibile se non si fanno i confronti diretti, ma come avviene con i software di “defishing” allo stesso modo si corregge modificando i pixel e interpolando in maniera digitale.
Nulla di male se poi il risultato è appagante, ma qualcosa in alcune circostanze la si perde, o quantomeno la si modifica.
Naturalmente questo affidare ai softwares interni l'interpretazione della correzione ottica fa si che le lenti debbano avere meno compromessi in fase di realizzazione con costi e pesi minori.

Nel caso del 14mm la progettazione ottica di primo livello rende inutile l’intervento digitale, e si vede, si vede mentre si scatta anche con soggetti ravvicinati e quando si osservano prospettive anche spinte.



Il dettaglio che conserva è impressionante, senza però che questa enorme risolvenza intacchi il piacere dello sfocato, cremoso e pastoso, e credo che molto sia frutto proprio della progettazione ottica pregevole, l’assenza di aberrazione cromatica aiuta moltissimo in questo senso, conservando intatti i profili in controluce.

Ecco il controluce, uno dei motivi che mi ha catturato, perché amo puntare la lente verso le luci intense. Straordinaria a anche in questo, non si generano flares che compromettano la resa dei dettagli, pur con bagliori forti il frame “sopravvive” portando con se le sue qualità.

Passiamo alla meccanica, l’AF è finalmente schizzato a una velocità degna di questo nome, leggo che si tratta di una delle lenti più veloci in casa Fuji se non la più veloce (non le ho provate tutte), e mi chiedo perché, se dipende solo dalle lenti, non si concentrino a risolvere la congenita lentezza di AF del sistema nel loro parco ottiche.

Barilotto molto solido, ghiera diaframmi troppo morbida e che rischia lo spostamento accidentale, ma che allo stesso tempo consente di passare in un istante da un’apertura minima a una massima oppure ad A.






Messa a fuoco manuale che si ottiene facendo scorrere la ghiera e che quando è in manuale mette in luce la scala delle profondità di campo e delle distanze.
Piccola nota, sugli altri sistemi con questo meccanismo in Olympus, inserendo il fuoco manuale dalla lente non si attivavano tutte le conseguenti azioni della MAF manuale, quindi focus assist o altro. Semplicemente è la disabilitazione del motore dell’ottica che va in fuoco manuale. Su questo Fuji è diverso, perché la macchina passa in modalità fuoco manuale, girando la ghiera si può avere il focus assist e si attiva il focus peaking (molto raffinato ora con il nuovo firmware).

C'è il paraluce, si tratta dello stesso che equipaggia il 18-55/2,8-4 XF, cosa che consente, nel caso, di portare un solo paraluce per le due lenti in borsetta.

Il prezzo rispecchia la qualità offerta, il peso è molto contenuto, intorno ai 300gr e si bilancia bene sul corpo della X-E2, un must have del sistema secondo me, per chi apprezza queste focali, con i suoi 21mm equivalenti nel formato 35mm trovo che sia una focale, passatemi il termine, elegante, senza la stucchevolezza spinta dei superwide e con un passo in più dai tradizionali 24mm eq.

Attenzione, può creare dipendenza.

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© Renato Greco 2014



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