Da un po’ di tempo, complice la saturazione digitale di immagini che circolano sul web e che produciamo noi direttamente, ho deciso di ritornare a scattare a pellicola, nei mesi scorsi avevo rimesso apposto alcune mie macchine analogiche, la mia amata Yashica Mat 124G che era di mio nonno e che ho usato in gioventù, e una Contax ST che aveva qualche problema di blocco otturatore, nel frattempo affiancata da una Yashica FX3 super 2000 presa su ebay a meno di una pizza in pizzeria.
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Qualche settimana fa, nel raduno fotografico di Semplicemente fotografare a Novafeltria (Rn), ho avuto modo di scattare e confrontarmi con molti amici fotografi che adoperavano il sistema Fuji X-Trans, e sebbene in molte situazioni la velocità e versatilità del mio m43 fosse preferibile per me, ci sono stati alcuni scatti del piccolo teatro della città che mi hanno impressionato. Li aveva fatti Mauro Raponi, con una Fuji X-pro1 e una lente che mi ha lasciato basito. Io non ero con lui in quel momento, ho fotografato anche io quel teatro con la OMD EM5 e il Lumix 7-14/4, ma appena ho visto quelle immagini la prima domanda che gli ho fatto è stata con quale lente li avesse fatti. Si trattava del Fuji 14mm f 2,8 preso in prova dal banchetto Fuji che era li per la demo legata all'evento. Credo che sia la prima volta che sono così colpito rispetto a un risultato fotografico (non avevo idea di come avesse fatto quegli scatti), probabilmente il fatto di essere passato nello stesso luogo e con la stessa luce ed aver verificato di persona le possibilità di quello spazio fotografico, mi hanno aiutato a capire il lavoro incredibile che consentiva di fare quella lente.
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